Difesa Personale

Posted on Giu 26, 2013 | 0 comments


Difesa Personale

9. NOZIONI GIURIDICHE

Autodifesa e diritto

Il nostro sistema giuridico garantisce ad ognuno il diritto alla legittima difesa, che è considerata una “scriminante”.

Il che vuol dire che persino un omicidio può essere lecito se commesso per proteggere la propria vita. Ma la legittima difesa è ammessa dal codice con un limite preciso: la reazione, cioè, deve essere proporzionata all’offesa; altrimenti l’eccesso di difesa potrebbe configurare una fattispecie di delitto colposo.

Facciamo un esempio concreto: se subite un tentativo di scippo, siete certamente autorizzati a difendervi, ma senza procurare lesioni gravi (o addirittura la morte) al malcapitato scippatore.Non ci sarebbe proporzione fra il diritto minacciato (quello di proprietà) e il diritto leso dalla reazione (quello all’integrità fisica).

Così recita l’articolo 52 del C.P.: “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro un pericolo attuale o di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. Tuttavia ci sono altre parole chiave, oltre a “difesa proporzionata all’offesa”. Sono le seguenti: pericolo attuale di un’offesa ingiusta. Sia pure sinteticamente, cercheremo di chiarirle bene.

Pericolo

Il legislatore intende dire che l’offesa deve essere soltanto minacciata, non già realizzata. Altrimenti saremmo di fronte alla vendetta, alla ritorsione.Facciamo degli esempi concreti. Venite aggrediti: per evitare il pericolo di danni fisici alla vostra persona, colpite l’aggressore procurandogli la frattura del setto nasale. Non siete punibili di “percosse” e “lesioni personali” (anche se il fatto in sé configurerebbe queste fattispecie di reati) perché avete agito in una situazione di “pericolo”. Immaginiamo adesso un’altra situazione. Venite ingiustamente aggrediti e malmenati. Poche ore dopo, incontrate nuovamente il vostro aggressore e questa volta siete voi a picchiare lui. Qui non si tratta di legittima difesa, perché, pur non essendoci l’offesa ingiusta, non c’è l’elemento del pericolo (giacchè l’offesa è già stata realizzata). A posteriori, insomma, non potete farvi giustizia da soli.

Attuale

Il pericolo attuale: cioè reale e immediato. Non può essere “ipotetico” o “eventuale”. Perché la reazione si configuri come legittima difesa, insomma, deve interrompere una serie di concatenazione di eventi che (senza la reazione stessa) produrrebbe la lesione del diritto.

Un esempio concreto chiarirà come il concetto di dell’attualità riguardi anche le armi (improprie o meno) che ciascuno di noi potrebbe usare per difendersi da un’eventuale aggressione. Se venite aggrediti in una macelleria da un’ aggressore armato, potrete certamente impossessarvi del coltello da macellaio per difendervi… ma non potete portarvi appresso quello stesso coltello (né tanto meno una pistola) senza apposite autorizzazioni.

Non vale invocare per la detenzione di armi la legittima difesa “eventuale”, proprio perché manca l’attualità del pericolo.

Offesa ingiusta

Qui va precisato che l’offesa ingiusta è tale quando si concretizza in un comportamento contrario alle leggi. Il criterio per valutare l’ingiustizia, insomma, è oggettivo, e prescinde dalla percezione e dalle personali concezioni morali dei soggetti coinvolti.Torniamo adesso al concetto di “eccesso di difesa” così recita il l’articolo 55 del Codice Penale.

Questo naturalmente, non è un manuale di diritto. Pertanto non approfondiremo il concetto di “colpa”: basterà dire che è meno grave del “dolo”, e che è caratterizzata da negligenza, imprudenza o imperizia. Nel caso specifico della legittima difesa, l’eccesso colposo può configurarsi in un’errata valutazione o del pericolo o dei mezzi di difesa usati per affrontarlo.

In entrambi i casi, gli effetti della reazione sono sproporzionati rispetto alla reale entità del pericolo in essere.vi renderete conto che prevenire un eccesso colposo di legittima difesa è……. la semplicità difficile a farsi. Occorre infatti la capacità di valutare esattamente la situazione, mentre le circostanze ci impongono spesso di reagire in una frazione di secondo…. E la fretta, si sa, è una cattiva consigliera. La difesa personale è molto più che un insieme di tecniche marziali, con la pratica e i consigli acquisterete una consapevolezza e una fiducia in voi stessi che vi aiuteranno a prendere le decisioni giuste nel momento giusto.

Il primo principio filosofico della difesa personale è per così dire un principio “pacifista” ; le situazioni di pericolo vanno evitate ad ogni costo, e lo scontro fisico deve essere solo l’extrema ratio per salvare la vostra incolumità.

Testo tratto da “Difesa personale” del Dott. Giandomenico Bellettini

Presidente della I.A.K.S.A. Italia

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