Difesa Personale

Posted on Giu 26, 2013 | 0 comments


Difesa Personale

7. DOVE COLPIRE (I PUNTI VULNERABILI)

Se vi troverete in una situazione in cui è necessario contrattaccare per difendere la vostra incolumità, è molto importante sapere dove e come colpire.

E importante anche sotto il profilo giuridico, giacché la vostra reazione deve essere proporzionale all’offesa minacciata.In certi casi, pertanto, sarà consigliabile ricorrere ad un contrattacco “leggero”, giusto per fermare l’azione del vostro assalitore e procurarvi un’opportunità di fuga.In altri casi, quelli più pericolosi, non dovete esitare a ricorrere ai colpi più duri, cercando gli obiettivi maggiormente vulnerabili.

Qui di seguito vi proponiamo una sintetica scheda sui punti vulnerabili del corpo umano per sapere dove colpire in caso di necessità. Conoscere questa scheda è importante, ma ricordate che la teoria senza la pratica non vale nulla. Dovrete imparare non solo dove colpire, ma anche come colpire. Ricordatevi, quindi, di allenarvi con impegno nelle tecniche della difesa personale.

Non fatevi spaventare dalla quantità dei punti vulnerabili qui elencati. Dopo aver studiato tutti i punti, ed esservi allenati in tutte le tecniche, basterà che vi esercitiate in modo approfondito in pochi colpi (sono sufficienti sei o sette, quelli a voi più congeniali), per far sì che pos­siate difendervi con efficacia in qualsiasi situazione.

Scala di pericolosità

Per avere un’idea di massima (necessariamente semplificata) dei punti vulnerabili del corpo umano, e quindi dell’efficacia dei colpi che li raggiungono, abbiamo deciso di ricorrere ad una “scala di pericolosità”.

Tale scala, beninteso, è puramente indicativa, giacché la pericolosità di un colpo non si determina unicamente dall’obiettivo che il colpo raggiunge. Le variabili sono tantissime: la violenza del colpo portato, la sua tecnica, il punto preciso d’impatto (talvolta un millimetro può rappresentare la differenza tra la vita e la morte), le condizioni fisiche di chi viene colpito, e così via.

Ciò premesso, vi indichiamo una “scala di pericolosità dei colpi” che servirà a “leggere” meglio (semplificandolo) il seguente elenco dei punti vulnerabili del corpo umano.

  1. Colpo doloroso o “fastidioso”, che però non causa danni reali all’organismo.
  2. Colpo che può causare danni non permanenti.
  3. Colpo che può causare perdita di conoscenza e danni permanenti (ma non gravissimi).
  4. Colpo che può causare gravi danni permanenti.
  5. Colpo letale.

SPALLE E ASCELLE: Le spalle sono soggette a slogamenti e lussazioni, specie se colpite con colpi particolarmente penetranti, che provocano dolore intenso e temporanea “paralisi” dell’arto. Un’analoga paralisi può essere provocata da un colpo ben assestato sotto l’ascella, attraversata da un nervo sensibilissimo.

DIAFRAMMA: Colpire il diaframma può creare problemi alla respirazione, e in certi casi può anche provocare una perdita di conoscenza.

STOMACO: È il bersaglio ideale per mettere in condizione di non nuocere un aggressore ubriaco: è molto probabile, infatti, che un colpo ben asse¬stato susciti conati di vomito. Anche ai non ubriachi, tuttavia, un colpo potente può causare spasmi e conati.

COSCIA: Il colpo alla coscia è particolarmente adatto alla difesa personale, a patto che sia molto preciso e potente: può riuscire infatti a togliere mobilità all’aggressore (grazie allo spasmo muscolare che provoca) impedendogli di proseguire nel suo attacco, senza tuttavia procurargli danni permanenti (cioè senza il rischio di cadere in un eccesso colposo di legittima difesa).

POLPACCIO: Un colpo deciso può causare spasmo muscolare, difficoltà ad appoggiare la gamba e quindi temporanea perdita di funzionalità dell’intero arto.

ZONA FRONTALE: Un colpo violento può causare il cosiddetto colpo di frusta.

GOMITI: Un colpo in una giuntura delicata come il gomito provoca dolore intenso e (talvolta) incapacità di usare appieno l’arto.

DITA DELLE MANI: Dolore intenso, fratture, distorsioni: i colpi sulle dita (o le prese, o i morsi) possono produrre questi risultati, rendendo complicato, per chi li subisce, lo stesso uso della mano.

PETTO: La zona toracica non è un punto particolarmente vulnerabile, giacché è protetta dalle costole e dai muscoli pettorali (assai dolorosi, tuttavia, sono i colpi ai sensibilissimi capezzoli: specie torsioni e “pizzicotti”). Il discorso è diverso, naturalmente, se bersaglio del colpo è il petto di una donna: in questo caso un colpo potente può provocare grande dolore ed emorragie.

GINOCCHIO: Anche questo è un bersaglio ideale, per il semplice motivo che è quasi sempre facilmente colpibile. Le conseguenze di un colpo ben assestato sono: forte dolore, probabile slogamento, possibile frattura.

STINCO: Quest’osso non è protetto da fasce muscolari, pertanto è particolarmente sensibile: un colpo allo stinco (anche se non molto potente) provoca sempre intenso dolore. E talvolta la frattura.

CAVIGLIA, PIEDE, DITA DEI PIEDI: Dolori intensi,fratture, paralisi dell’arto: sono queste le possibili conseguenze di un colpo in queste zone (in genere si tratta di un calcio, o di un “pestone” inferto con il tacco).

PLESSO SOLARE: Un pugno ben indirizzato può provocare la perdita di coscienza, giacché il punto è particolarmente sensibile. I colpi più potenti (come i calci) possono produrre lesioni agli organi interni.

ZONA OCULARE: Colpire l’occhio provoca dolore, lacrimazione, offuscamento della vista. Se il colpo è potente, e inferto ad esempio con la punta delle dita, può provocare addirittura la rottura del bulbo e la perdita definitiva della vista.

BOCCA, LABBRA, DENTI, MASCELLE: Un colpo potente in queste zone (sempre molto doloroso) può causare rottura di denti e labbra, emorragie, slogamento o frattura della mascella, e talvolta perdita dei sensi.

CONGIUNZIONE TRA L’OSSO PARIETALE E L’OSSO FRONTALE: Un colpo violento può causare shock vascolare e perdita di conoscenza. Attenzione: un colpo particolarmente violento nel punto esatto della congiunzione potrebbe provocare anche la frattura del cranio e la morte; a seconda della potenza del colpo e del punto d’impatto.

ZONA AURICOLARE: Colpire l’orecchio può provocare un doloroso shock al timpano. Se il colpo è particolarmente violento, potrebbe causare la concussione della massa cerebrale e quindi la morte.

FEGATO: Quando un pugile si trova alla corta distanza, cerca spesso di colpire il fegato dell’avversario. Se è inferto con un pugno senza guantone (o con un calcio), il colpo al fegato è molto più pericoloso, e può produrre spasmi e svenimenti. In caso di colpo particolarmente potente, il fegato può “spappolarsi”, causando la morte.

MILZA: Per la milza vale lo stesso discorso fatto per il fegato: un colpo diretto a quest’ organo può causare emorragie, perdita di conoscenza e persino la morte.

RENI: Anche il rene (al pari di fegato e milza) è un bersaglio particolarmente vulnerabile. Un colpo potente può causare la rottura dell’organo e condurre alla morte.

MENTO: Il colpo può essere davvero pericoloso se consiste in un pugno portato dal basso verso l’alto (il classico “montante”): attenzione, può causare perdita della conoscenza (concussione della massa cerebrale) e talvolta anche la morte. A mani nude, ovviamente, il colpo è più pericoloso che con i guantoni da boxe…

CLAVICOLE E COSTOLE: La clavicola è uno degli ossi più delicati del corpo umano: un colpo potente sulla clavicola può provocare frattura, dolore e perdita di conoscenza. Quando il colpo è particolarmente forte, può causare (in casi estremi) la penetrazione dell’osso nel polmone, con conseguenze davvero gravi. Lo stesso dicasi per le costole; queste, tuttavia, sono in genere più elastiche della clavicola, e la loro frattura produce un dolore meno intenso; sono minori anche i rischi di collasso polmonare.

ZONA NASALE: Rompere il naso (sia con un pugno che con una testata) causa sempre un dolore molto intenso; può produrre lacrimazione, fuoriuscita di sangue e perdita dei sensi; se il colpo è particolarmente violento, e indirizzato dal basso verso l’alto, potrebbe causare la penetrazione dell’osso nella massa cerebrale, e dunque la morte.

NUCA: La nuca, il retro delle orecchie e le zone immediatamente vicine (che interessano la giugulare, la carotide e il nervo vago) sono punti particolar¬mente vulnerabili, specie se raggiunti da colpi portati con il taglio della mano. Se il colpo è violento, la perdita di conoscenza è altamente probabile. GOLA: Il colpo alla gola è sempre pericoloso: le conseguenze vanno dal senso di soffocamento alla morte.

COLONNA VERTEBRALE: Un colpo potente sempre molto doloroso può danneggiare seriamente le vertebre e il loro giusto assetto, causando anche la paralisi. In caso di colpo molto potente, la spina dorsale potrebbe addirittura spezzarsi, procurando la morte.

TESTICOLI E VESCICA: La zona inguinale è delicatissima. Un colpo nei testicoli (sempre molto doloroso) può provocarne la rottura (tra i danni permanenti, in questo caso, c’è anche la sterilità). Anche la vescica e l’osso pubico possono essere rotti da un colpo potente (ad esempio un calcio): in questi casi si verifica un’emorragia interna che può condurre alla perdita di conoscenza.

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