Difesa Personale

Posted on Giu 26, 2013 | 0 comments


Difesa Personale

5. LE TECNICHE IMPROVVISE

Il morso

Se avete a portata di denti una delle seguenti “parti sensibili” del vostro aggressore, mordetela senza esitare:il collo le dita (ma anche qualsiasi altra parte del braccio), le orecchie, il naso.

La testata

Se l’assalitore è di fronte a voi e vicinissimo, potete assestargli un colpo con la parte superiore della testa alla radice del naso. Ricordatevi dovete colpire con la fronte e mirare al setto nasale.

Un errore di un solo centimetro potrebbe trasforma­re la vostra testata in un clamoroso autogol che procurerà a voi stessi tutto il danno che volevate infliggere all’assalitore. Per usare la “testata”, ovviamente, non deve esserci troppa differenza di altezza tra aggressore ed aggredito.

Qualora siate molto più bassi, potete portare la testata al mento: dovete colpire con la parte superiore della fronte con un movimento dal basso verso l’alto.

Il graffio

Va premesso che graffi e pugni sono tecniche di combattimento che si escludono a vicenda. Per graffiare, infatti, occorre avere le unghie un po’ più lunghe del normale; il che impedisce di serrare correttamente le dita per portare il pugno. L’obiettivo del graffio è il viso dell’assalitore: l’ideale è mirare agli occhi.

Lo strappo dei capelli

Afferrate le chiome del vostro assalitore e strappatele con forza. Questo colpo è molto doloroso, ma non solo. Può presentare anche un altro vantaggio: infatti lo strappo dei capelli stimola le ghiandole lacrimane, così che la vista del vostro assalitore potrebbe offuscarsi, dandovi il tempo per portare altri colpi in rapida successione o per fuggire.

Le torsioni e le pressioni

In alcune situazioni potreste avere gli arti superiori semi-immobilizzati, cioè non in grado di effettuare i movimenti necessari per “caricare” il colpo. In questi casi è possibile (ed efficace) ricorrere alle pressioni o alle torsioni.

Ad esempio: l’assalitore più grande e più forte di voi vi stringe in una morsa cingendovi con le braccia; i vostri arti superiori sono dunque compressi contro le vostre costole e i vostri fianchi; con la mano, tuttavia, potreste riuscire a raggiungere i testicoli dell’aggressore, e piazzare un semplice quanto efficace “pizzicotto” (bastano due dita). Questa torsione (dolorosissima) costringerà l’aggressore a mollare la presa, e consentirà a voi di recuperare la posizione di guardia e/o di portare altri colpi.

Altri obiettivi ideali delle torsioni sono i capezzoli, il naso, le orecchie. Anche la pelle dei fianchi o delle braccia potrebbe essere raggiunta da efficaci pizzicotti: certo, questi non sono mai colpi risolutivi, ma talora potrebbero avere un’efficacia “diversiva”, atta cioè a farvi uscire da situazioni davvero molto scomode (ad esempio una presa che vi sta bloccando).

Lo stesso dicasi per le pressioni: nel caso che le vostre mani possano raggiungere il viso dell’assalitore, una pressione dei pollici nella zona oculare potrebbe ribaltare le sorti di un corpo a corpo che vi veda soccombenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: