Difesa Personale

Posted on Giu 26, 2013 | 0 comments


Difesa Personale
3. DOMINARE LA PAURA

Di fronte a una situazione di grave pericolo, sicuramente avremo paura. Questo è un dato assodato. Dobbiamo “accettare” il sentimento della paura, perché in sé non è affatto negativo. Il problema è come si reagisce a questo sentimento. Molto spesso, purtroppo, la paura ci impedisce di pensare freddamente per analizzare la situazione, e talvolta ci paralizza bloccando tutti i muscoli (ad eccezione del muscolo cardiaco, che comincia a battere all’impazzata!).

Capirete che, se ci troviamo confusi e paralizzati di fronte al pericolo, non abbiamo molte probabilità di reagire nel modo giusto. Dobbiamo far sì che la paura diventi per noi un sentimento positivo. La paura è in grado di produrre un effetto opposto a quello della “paralisi” fisica e mentale: la scarica di adrenalina che susciterà in noi può velocizzare i nostri tempi di reazio­ne, alzare la nostra soglia del dolore, aumentare la nostra determinazione e la volontà di sopravvivere.

COME RIUSCIRCI

In alcuni centri anti-violenza degli Stati Uniti d’America, in cui si insegna la difesa personale, i partecipanti vengono avvisati che durante i corsi saranno coinvolti (quando meno se l’aspettano) in simulazioni di aggressioni “improvvise”: viene loro raccomandato di non reagire assolutamente a queste aggressioni, ma di limitarsi a viverle fino in fondo dal punto di vista emotivo, per poi pensare e ripensare alla paura provata.

Certo: vivere in anticipo una situazione (che per giunta si sa simulata) non ci toglierà la paura quando la situazione si verificherà davvero.

Ma ci toglierà almeno in parte la sorpresa. Non la sorpresa dell’evento, ma la sorpresa che ci coglie di fronte alla nostra stessa paura. Il “trucco” funziona. Di fronte al pericolo, la paura sarà sempre lì con noi; ma non ci coglierà impreparati; ci aiuterà, anzi, a reagire nel modo più giusto.

Il primo consiglio, pertanto, è quello di simulare più volte magari con gli amici e/o le amiche le eventuali aggressioni che potreste subire.Il secondo consiglio è quello di aggiungere alla simulazione “fisica” (cioè alla ricostruzione concreta dell’aggressione) la simulazione “mentale”. Chiudete gli occhi e immaginate passo per passo il “film virtuale” di una aggressione che vi veda protagonisti: immaginate ogni attimo, immaginate l’aggressore, immaginate la vostra paura, immaginate la vostra reazione. Facendo questo “gioco di ruolo” più e più volte, cercando di immedesimarvi al massimo grado nella parte di chi subisce un attacco violento, abituerete la vostra mente ad avere “confidenza” con certe situazioni. Quando queste si verificheranno sul serio, saprete reagire con maggiore efficacia. Ai fini dell’accumulo di esperienza, infatti, la nostra mente non fa distinzioni tra emozioni vere ed emozioni virtuali. Basta che l’emozione ci sia.

E la presenza dell’emozione facilita sia l’apprendere sia il saper applicare l’apprendimento.Il terzo consiglio è quello di esercitarvi a lungo con le tecniche di difesa personale Allenatevi con i vostri amici e le vostre amiche. Abituatevi anche al contatto fisico, a dare e a ricevere i colpi (ovviamente in modo “controllato”, mi raccomando!). Ciò aumenterà la conoscenza del vostro corpo e delle vostre reazioni psico-fisiche, facen­do crescere anche la vostra consapevolezza (in generale) e la fiducia in voi stessi.Il quarto consiglio, infine, è quello di esercitarvi nelle tecniche di rilassamento e di concentrazione. Anche queste tecniche consentiranno di migliorare l’armonia tra la vostra parte razionale e la vostra parte emotiva, permettendovi un maggiore autocontrollo nei momenti “topici”.

Se seguirete questi quattro consigli, scoprirete che paura e lucidità possono “felicemente” convivere. E qualora dovesse capitarvi (ma non ve lo auguriamo!) di trovarvi in circostanze difficili, la vostra mente sarà sveglia e lucida, pronta a cercare la soluzione giusta per la circostanza.

4. DIFESA CONTRO IL TENTATIVO DI STUPRO

Una legge del nostro Parlamento ha stabilito che lo stupro non è più un reato contro la morale, bensì un reato contro la persona. La scelta del legislatore è correttissima: il tentativo di stupro, tra l’altro, rappresenta una delle aggressioni più pericolose per la donna. Sotto ogni punto di vista. La violenza sessuale, infatti, produce traumi fisici e psichici che si protraggono nel tempo, fino a determinare, in taluni casi, danni irreversibili.

Ecco perché, al tentativo di stupro, bisogna reagire con la massima determinazione, come se fosse in gioco la vita stessa: non sono rari, d’altronde, i casi in cui il maniaco, sùbito dopo lo stupro, uccide la propria vittima. Non sottilizzeremo sulle cause della pulsione omicida: sia che il maniaco uccida per un piacere perverso sia che uccida per paura di essere denunciato, per la vittima cambia ben poco. Nel caso in cui subiate un tentativo di stupro, pertanto, non abbiate freni inibitori; non preoccupatevi delle norme del codice penale sull’eccesso colposo di legittima difesa. Ricordatevi, invece, che è in gioco la vostra vita.

Prima di affrontare l’argomento della “difesa contro il tentativo di stupro”, sarà utile ribadire l’importanza degli accorgimenti di prevenzione. Sulla prevenzione abbiamo già fornito alcuni consigli generali. Oltre a quei consigli, teniamo a mente quanto segue:

  • se siete importunate da un molestatore con atteggiamenti da bullo, cercate di non provocarlo con reazioni verbali che possano farlo arrabbiare: spesso, infatti, il “bullo” va a caccia di pretesti per “legittimare” le proprie violenze («Mi ha provocato? Adesso le faccio vedere io…»). Limitatevi dunque a ignorare l’importuno, cercando immediatamente una via di fuga. Il discorso è diverso se la molestia avviene in pubblico, ad esempio su un autobus: in questo caso svergognare il molestatore con un «Giù le mani, porco!» (o altra espressione del genere) può attirare l’attenzione dei presenti e indurre l’aggressore ad allontanarsi. Prestate sempre attenzione, dopo questi episodi di molestie “pubbliche”, a eventuali pedinamenti da parte del molestatore. Se vi accorgeste di essere seguite, rimanete in zone frequentate dalla gente; se possibile, rivolgetevi ad un poliziotto oppure telefonate a qualche amico per procurarvi una “scorta”. Sarà utilissimo, in caso di pedinamenti sospetti, conoscere preventivamente la dislocazione delle sedi delle forze dell’ordine: così potrete condurre il pedinatore in un luogo a lui poco gradito. All’interno della vostra auto oppure nella vostra borsetta tenete sempre una torcia. Vi servirà, ad esempio, nei casi in cui dovrete fermare l’auto in ambienti particolarmente bui: prima di scendere, e prima di alzare le “sicure” delle portiere, esaminate i dintorni con la torcia. All’occorrenza, la torcia costituirà anche un’eccellente “arma impropria”.
  • Se, nonostante le vostre precau­zioni, vi trovate da sole di fronte a qualcuno che cerca di stuprar­vi, non perdete la testa. Cercate di guadagnare tempo e di procu­rarvi un vantaggio psicologico. A questo proposito, sarà molto utile un atteggiamento di finta sottomissione. Ad esempio potreste dire: «Non farmi del male, non ce n’è bisogno: farò tutto quello che vuoi». Oppure: «Sii gentile con me, e non te ne pentirai». Un atteggiamento del genere può allentare la tensione nel potenziale violentatore, che talvolta s’illude di “dominare” già la vittima: e pertanto può favorire (con un “effetto sorpresa”) l’efficacia della vostra reazione successiva.

    Ci sono molti altri possibili diversivi psicologici. Ad esempio potreste dire qualcosa del genere: «Il sesso per me è sempre stato un piacere: ma purtroppo devo avvertirti che sono sieropositiva. Hai con te un preservativo?». La paura di un contagio potrebbe far desistere il violentatore dalle sue intenzioni. La battuta sul preservativo, in particolare, testimonierà la vostra volontà di cercare delle soluzioni, e ciò renderà più credibile la vostra “storiella”. Come alternativa alla ”minaccia” della sieropositività, suggeriamo di ricorrere a un ancora più esplicito “AIDS”, oppure a una malat­tia venerea. Possono essere efficaci anche riferimenti a una gravidanza o ai giorni del ciclo mestruale.

E SE LA PSICOLOGIA NON FUNZIONA?

Se la psicologia non dovesse funzionare, allora agite con “cattiveria”. Ricorrete ai colpi più efficaci (compresi quelli “non ortodossi”), mirando agli obiettivi più vulnerabili: occhi, gola e genitali. Se avete una buona dentatura, potreste simulare (come extrema ratio) di gradire particolarmente un rapporto orale. La vostra prima mossa offensiva, in questo caso, sarà un morso molto, molto deciso!

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