Corsi bambini

Posted on Giu 26, 2013 | 0 comments


Corsi bambini

Come si può aiutare il proprio figlio ad esprimere più personalità all’interno del gruppo?

Bisogna vedere il temperamento del ragazzo, l’esperienza pregressa di quello che ha fatto e soprattutto bisogna fidarsi di lui, e questo è un ambito delicato che richiederebbe ore di lezione.

Comunque, devo dare a mio figlio un senso di efficacia, devo fargli sentire che non è il risultato che conta ma quello che prova per raggiungerlo, dopo di che vado a rinforzare quello anche se ha fatto un disastro.

Se ci sono aspetti problematici particolari, si possono sempre utilizzare Maestri e anziani e attivare un percorso graduale, un step by step, facendo fare al ragazzo cose molte semplici e via via più complicate fino a che ad un certo punto “gli si toglie le rotelle dalla bicicletta e, se non se ne è ancora accorto, gli si fa notare che sta andando via senza rotelle”.

Questo è l’unico metodo veramente buono nella consapevolezza che si cresce a velocità differenti, per cui ci sono ragazzi di 8 anni molto più acuti ma non vuol dire che lo saranno per tutta la vita, può darsi che si fermino lì e vengano superati dagli altri.

Quando è che si cresce? Quando siamo in situazioni di crisi e ovviamente queste devono essere ponderate in base all’età: mia figlia ha 90 giorni e la sua crisi è che deve mangiare e non può tollerare oltre i 5 minuti, il Maestro può saltare tre pasti e non andare in crisi e le sue crisi magari sono su altri aspetti della sua vita.

I genitori devono pensare all’esperienza che hanno avuto e livellare il figlio in base a quello cioè, la stima deve essere un pò più alta ma non tanto. Se le pretese sono troppo elevate si crea un danno o crea un resiliente.

Ho una figlia di 11 anni a cui piace praticare il VVD e in famiglia abbiamo sempre amato le AM ma ultimamente non ha più stimoli ad andare in palestra, forse con quel gruppo o con quel Maestro, da che cosa nasce e come mi devo comportare?

Fino ad ora la figlia ha fatto le cose che il padre l’ha invitata a fare praticando con successo le AM e lei si è sentita bene perchè leggeva nei suoi occhi l’orgoglio.

Ora sta entrando in adolescenza e vede i genitori che si amano e si vogliono bene e si accorge che non potrà avere quel tipo di amore se non si trova un’altra persona, perchè l’amore si fa in due.

Quindi, è in una fase in cui si deve differenziare dalla sua famiglia di origine e individuarsi: ognuno di noi ha caratteristiche fisionomiche, fisiologiche, comportamentali che avvengono nella famiglia di origine però allo stesso tempo abbiamo una propria personalità.

Quando ci si confronta in continuazione con la famiglia si arriva a differenziarsi. Quando conosco una persona trovo dei punti in comune ma anche delle differenze. Un ragazzo o una ragazza di questa età deve individuarsi e differenziarsi e per fare questo tante volte non fa più quello che è stato fatto fino ad ora.

Quindi, non può più fare l’AM come forma di amore verso il genitore ma deve iniziare a capire che se fa AM è una scelta individuale e i genitori devono accettare tutto in ogni caso. In questo momento è estremamente utile affidare la ragazza ai Maestri, che non sono i genitori, in modo che possa trovare non un’espressione della familiarità ma una scelta individuale.

Il dialogo è fondamentale e il rendersi disponibili a supportarla nell’attività in base alle sue richieste, fare un po’ di più quello che vuole lei. Questo porta a un cambiamento mentale sul perchè si fa AM. Infatti, il limite delle AM sta proprio in questa fascia d’età dai 13 anni in su, che è un po’ abbandonata a se stessa.

È la fase in cui di solito i ragazzi abbandonano e poi magari ritornano a praticare AM in età più adulta quando sono sufficientemente differenziati e si possono permettere di fare una cosa che gli piaceva ma sanno che lo fanno proprio per loro. I genitori cosa possono fare? Possono agevolare da subito questa espressione individuale dei figli.

Conclude il M° Maurizio Foschi: il ruolo dell’insegnante è molto importante, è importante il dialogo che si instaura tra Maestro, allievo e genitori.

Il Maestro non è il genitore, perchè vede l’allievo due ore la settimana e il suo ruolo è trasmettere gli insegnamenti dell’AM ma sicuramente dialogare con il genitore aiuta a svolgere il suo ruolo nel migliore dei modi.

Il VVD si prefigge di instaurare con i bambini un rapporto amichevole e di rispetto. Parlare ai bambini di filosofia non ha senso ma insegnare le buone norme di comportamento e il significato del saluto è molto importante perchè in seguito li porterà a comprenderlo e ad aiutarsi l’uno con l’altro.

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