Difesa Personale

Posted on Giu 26, 2013 | 0 comments


Difesa Personale

La difesa personale è una filosofia più che una disciplina marziale adatta a tutti specialmente ai più deboli e alle vittime “predestinate” di questa società.

Lo studio della stessa intende dare una conoscenza per evitare le violenze; innanzitutto con una grande attenzione agli atteggiamenti preventivi.Per questi soggetti a rischio (parlo soprattutto delle donne, le più esposte alle violenze di tutti i giorni)imparare la filosofia e le tecniche della difesa personale non servirà soltanto nell’eventualità di una loro applicazione pratica: servirà soprattutto sotto il profilo psicologico; servirà a restituire quella tranquillità e quella fiducia in sé che sono il bene più prezioso (e più minacciato) per la stessa qualità della vita. Durante questo studio legato alla pratica dell’Arte Marziale si ridurranno notevolmente quelle che sono le paure, l’insicurezza e la sfiducia in se stessi, e assieme gran parte dei potenziali rischi di subire un’aggressione.
1. TIPOLOGIE DI AGGRESSIONI… E DI AGGRESSORI

Quando improvvisamente ci troviamo in una situazione di pericolo, la cosa più difficile è saper valutare con esattezza l’entità del pericolo stesso, e quindi scegliere il modo più opportuno per fronteggiarlo. Sarà allora utile, al fine di ottimizzare le possibilità di fare la scelta giusta, tentare una sorta di “classificazione” dei vari tipi di situazioni a rischio, identificando per ciascuna di esse le reazioni “ideali”. Certo: la realtà è poi altra cosa dalla teoria, e ciascuna situazione concreta richiederà non l’applicazione di modelli di comportamento precodificati, ma bensì improvvisazione e creatività. Ma è altrettanto vero che una “griglia” teorica di riferimento potrà facilitare la vostra capacità di improvvisare.

Ciò premesso, potremmo identificare 6 tipologie di aggressioni, che elenchiamo in ordine crescente di pericolosità potenziale:

  • A. Liti che degenerano in aggressioni
  • B. Aggressioni da parte di teppisti
  • C. Aggressioni a scopo di rapina
  • D. Aggressioni da parte di ubriachi o drogati
  • E. Aggressioni da parte di maniaci
  • F. Aggressioni finalizzate a nuocere la persona


 

1) Liti che degenerano in aggressioni

Liti che tendono a degenerare possono capitare tra conoscenti e persino tra amici e fratelli. In questo caso non è necessario fare ricorso alle tecniche della difesa personale. E’ sufficiente controllare il primo stato emotivo, oltre che quello della controparte, e ragionare pacatamente per evitare lo scontro. Se anche lo scontro avvenisse , si tratta in genere di un combattimento ritualizzato, dove l’aggressività è comunque controllata da forti freni inibitori. Per questi motivi il livello di pericolosità delle liti tra conoscenti è solitamente quasi nullo. La pericolosità cresce se la lite che minaccia di degenerare avviene con sconosciuti (ad es. un banale incidente d’auto). In queste situazioni l’assenza di freni inibitori può sommarsi alla carica nervosa. Occorre dunque fare una maggiore attenzione, ed essere pronti anche all’evenienza peggiore.

2) Aggressioni da parte di teppisti

Lo scontro con eventuali teppisti è innanzitutto uno scontro psicologico. Generalmente chi va in cerca di pretesti per una rissa ha forti problemi di insicurezza, cui cerca di reagire mostrando aggressività nei confronti dei più deboli.L’insicurezza di fondo della maggior parte dei teppisti, tuttavia, non ne diminuisce affatto la pericolosità: anche perché i teppisti agiscono molto spesso in branco, e il timore di perdere la faccia di fronte al gruppo rafforza l’aggressività dei singoli. In queste situazioni occorre mostrarsi sempre sicuri di sé ma senza spavalderia o altri atteggiamenti provocatori. Il branco di teppisti si eccita maggiormente proprio in queste due situazioni apparentemente opposte: da un lato nella consapevolezza di provocare paura, dall’altro lato nell’opportunità di mostrare il proprio “coraggio” di fronte alle provocazioni. Il fine ultimo dei teppisti non è tanto fare del male a noi, quanto cercare di dimostrare qualcosa a se stessi e al branco cui appartengono. Nel caso siate soli contro più teppisti, ricordatevi di stare sempre in movimento, per non farvi immobilizzare.

3) Aggressioni a scopo di rapina

Queste aggressioni sono potenzialmente pericolose perché generalmente sono preparate da professionisti che tendono a programmarle per ridurre al minimo i rischi. Dobbiamo ricordarci che lo scopo del rapinatore è quello di sottrarci un valore, non quello di farci del male. L’aggressione non è il fine, bensì il mezzo per raggiungere il fine. Soprattutto di fronte ad un arma, allora, sarà meglio non fare gli eroi: consegnare al rapinatore quello che pretende da noi sarà quasi sempre il metodo migliore per uscire incolumi dall’avventura. Meglio ancora se avremo usato degli accorgimenti preventivi (per es. quello di tenere con noi un secondo portafoglio, con qualche soldo, e nessun documento).

La pericolosità della rapina può nascere proprio da una nostra reazione sbagliata: il rapinatore è preparato all’eventualità di farci del male, sia psicologicamente che “tecnicamente”. Questa premeditazione di un’eventuale violenza non si riscontra (o almeno non sempre) nelle tipologie di aggressione precedentemente esaminate. Ed è un elemento che gioca a sfavore della possibilità di un’efficace difesa personale: proprio perché il rapinatore è preparato a neutralizzarla.

4) Aggressioni da parte di ubriachi o drogati

L’aggressore alterato da alcol o da altra droga è da un lato pericolosissimo, giacché le sostanze ingerite tendono ad allentare ogni freno inibitorio; dall’altro lato, tuttavia, potrebbero essere in condizioni fisiche non ottimali (riflessi rallentati, scarsa coordinazione ecc.), il che favorirebbe una nostra pronta reazione al tentativo di offesa. Se l’assalitore è in evidente stato confusionale, si potrebbe cercare di calmarlo con l’uso della parola: talvolta il raptus di aggressività di chi è alterato dall’uso di certe sostanze si spegne da un istante all’altro.Ma teniamo presente che è veramente difficile compiere, in poche frazioni di secondo una completa analisi psicologica del nostro alterato assalitore: i nostri tentativi di calmarlo potrebbero produrre effetti del tutto opposti a quelli desiderati.

Teniamoci pronti a colpire per poi fuggire. I punti più vulnerabili dell’ubriaco sono lo stomaco e il fegato: un colpo ben assestato allo stomaco ha buone probabilità di provocare una crisi di vomito e lasciarci quindi tutto il tempo per allontanarci.

5) Aggressioni da parte di maniaci

Il maniaco soffre di un’alterazione psichica, e questo lo rende assimilabile, per alcuni versi, a ubriachi e drogati. Ma il maniaco è molto di più pericoloso, perché a differenza di ubriachi e drogati le sue condizioni fisiche non sono compromesse da fattori debilitanti esterni. Le sue azioni possono essere finalizzate a nuocere alla nostra persona, ma anche in questo caso il raptus aggressivo potrebbe essere calmato da un tono di voce dolce e conciliante: il dialogo ha sempre la possibilità di allentare la tensione interna del nostro assalitore.

6) Aggressioni finalizzate a nuocere la persona

Si tratta naturalmente di situazioni limite: ma non c’è soltanto il caso della vendetta personale o quello del rapimento. Anche aggressioni di origine diversa (come l’aggressione da parte di teppisti, o quella da parte di un maniaco) possono degenerare in questa pericolosissima tipologia. Una volta valutato che ci troviamo di fronte a una serissima minaccia per la nostra incolumità e per la nostra stessa vita, occorre reagire con la massima decisione. Qui c’è una sola regola da tener presente: sopravvivere a tutti i costi. Occorre dunque cercare subito la fuga.

Se questa non è possibile, bisogna ricorrere ai colpi più efficaci (massimo danno inflitto nel minor tempo possibile, con il fine di procurarci la via di fuga).

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