Corsi bambini

Posted on Giu 26, 2013 | 0 comments


Corsi bambini

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27/01/2013 Than Dong Treviso
Conferenza con Dott. Diego Gobbo

Più del 50% dei praticanti del VVD Veneto sono bambini e se i bambini partecipano alla vita del VVD è grazie alla pazienza e alla volontà dei loro genitori.

Si è sentita quindi l’esigenza di promuovere una serie di incontri con i genitori dei bambini per offrire loro degli strumenti di valutazione e di confronto riguardanti l’esperienza che i loro figli affrontano nel praticare un’arte marziale (AM), in questo percorso che va dall’infanzia all’adolescenza fino al raggiungimento della maggiore età. Essendo un progetto in via sperimentale questo primo incontro metterà le basi per affrontare argomenti specifici prendendo spunto dalle richieste provenienti dai genitori stessi.

Il Dott. Diego Gobbo è un psicoterapeuta che pratica arti marziali dall’età di 6 anni e nell’ambito clinico si è sempre interessato allo sport e in particolare allo sport da combattimento. È la prima volta che si rivolge a un pubblico di genitori perchè solitamente è formatore per istruttori MGA di primo e secondo livello all-interno della FIJLKAM per insegnare tra le altre cose come diminuire l’ansia da combattimento durante le competizioni.

Relazione:

In questa occasione si cercherà di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti:

− quale vantaggio ha lo sport in generale, all’interno dello sport da combattimento e nella pratica delle AM − la funzione del gruppo − ruolo del genitore nell’agevolare o non la pratica nelle AM

Le AM sono discipline gerarchiche come le famiglie: abbiamo gli allievi che corrispondono ai fratelli, i Maestri che corrispondono ai genitori e i Maestri anziani che sono come i nonni.

Questo è importante perchè in clinica le famiglie hanno un ciclo vitale in cui in alcuni momenti critici avvengono delle crisi e dei cambiamenti. Questi momenti corrispondono a nascite, morti, transizione da un ciclo evolutivo all’altro; voi stessi da coppia siete diventati genitori e quindi avete cambiato aspettative, ruoli, responsabilità, il bambino raggiunto i 6 anni ha iniziato ad avere bisogni differenti e così via a 12 anni nella fase dell’adolescenza. Queste sono fasi di transizione normali.

Una volta le famiglie erano piramidali; c’erano pochi anziani e tanti ragazzi. Il vantaggio era che a Natale nessuno riceveva nulla ma anche nessuno si aspettava nulla. Adesso le famiglie funzionano al contrario, a cono, pochissimi figli e tantissimi anziani. E quindi succede che a Natale i bambini ricevono moltissimi regali e lo svantaggio è che tutti si aspettano qualcosa da loro.

L’altro svantaggio delle famiglie attuali è che i bambini hanno pochi fratelli e poche possibilità di uscire quindi un limitato confronto con le altre famiglie e di fratellanza, scambio di opinioni, giochi comuni. Tutte le attività sportive creano questo legame, cioè degli ambienti ovviamente vincolati all’attività dove il singolo può avere degli scambi con le altre persone. La peculiarità delle AM sta nelle regole prestabilite, nella gerarchia che avviene non solo tra allievi e Maestro ma anche tra Maestro con altri Maestri di maggiore anzianità. Questa è una tradizione che ha origini culturali diverse nel caso del VVD è prettamente legata al Vietnam, e qui essendo in Italia queste tradizioni subiscono delle leggere modifiche di adattamento alla nostra cultura.

Le famiglie cambiano da una struttura all’altra quando cambiano i bisogni dei ragazzi o degli stessi genitori. Quando una famiglia passa questi stadi entra in una fase di CRISI (parola che deriva dal greco e significa CAMBIAMENTO) i ruoli all’interno dell’ambiente familiare si modificano.

Quando si diventa genitori il tema dominante è come accudire il figlio, quindi prendere degli accordi in merito e se la cosa coincide la coppia funziona bene altrimenti si creano tensioni magari non solo nella coppia ma anche con i rispettivi genitori.

Queste tensioni sono normali ma succede che queste tensioni vengono portate dai ragazzi nel loro ambiente sociale, a scuola o all’esterno o in palestra di AM. Il vantaggio delle famiglie allargate è proprio questo: in famiglia ricevo un modello di relazione e se questo modello funziona sono salvo ma se non funziona più modelli ho attorno più ho la possibilità di ovviare a delle problematiche. La palestra diviene un luogo dove si possono creare modelli sostitutivi.

Nei momenti di crisi i Maestri possono assumere funzioni genitoriali, non nel senso di sostituzione ma di supplenza di alcuni aspetti come l’accudimento o il confronto che in famiglia in quel dato momento non può avvenire.

Accade molto spesso che i ragazzi che frequentano le AM siano o molto timidi o agitati: ciò è provato statisticamente ma su studi condotti in America e non Italia dove si fa pochissima ricerca su questi aspetti.

Il vantaggio delle AM è che gli allievi entrano in contatto con altre famiglie e quindi con altri modelli. Inoltre, l’ambiente stesso diviene una famiglia alternativa, vicariata, e il Maestro fintanto che indossa la divisa per una sorta di rispetto deve passare attraverso l’aspetto culturale del suo stesso Maestro. Questo è il vantaggio delle AM.

Perchè portare o allontanare un figlio dalle AM?

I bisogni dei bambini cambiano in base all’età. Fino ai 4 – 5 anni hanno bisogno di essere accuditi, protetti, dai 6 ai 10 anni i bambini imparano a entrare in società per cui è importante che si possano sentire uguali agli altri, il kimono stirato, la merendina, arrivare in orario a scuola, andare al compleanno di qualcuno con il regalo.

É importante che dai 6 ai 10 anni acquisiscano quelle norme sociali che non li portino a vergognarsi di sé rispetto agli altri. Quando un bambino sa come comportarsi in qualunque ambiente è perchè il genitore ha trasmesso quella sicurezza che gli serve attraverso l’accudimento. Infatti se questo accudimento viene a mancare da 0 a 5 anni è facile incontrare bambini paurosi che tendono a stare vicino perchè non si sentono protetti.

Quello che dico è vero a livello statistico quindi tutto va ponderato perchè ogni caso è individuale e necessita di una valutazione a sé. Da 6 a 10 anni la funzione è quella di apprendere le regole sociali e il primo sentimento spesso è quello di provare un senso di vergogna.

Questo sentimento solitamente svela che all’interno della struttura familiare manca una figura di guida. Quando gli allievi arrivano in palestra e i Maestri si accorgono di questo senso di vergogna tendono a stimolare l’allievo a provare e lo accompagnano e lo accudiscono per superare questo disagio. Questa è un aspetto molto importante e utile anche se non può sostituire il genitore in toto.

Dagli 11 ai 13 anni la vita sociale diviene molto più concreta e si realizza attraverso l’oggettistica: figurine, scarpe uguali agli altri etc. Nell’adolescenza inizio a staccarmi dalla famiglia e mi introduco all’interno di un gruppo e per appartenervi ho bisogno degli oggetti. L’affiliazione mentale avviene successivamente dai 14 ai 16-17 anni.

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