Esame di Cintura Nera, 7 Giugno 2019, Pesaro – Racconto by Orazio

Posted By Carlo Vian on Lug 23, 2019 | 1 comment


Cercare le parole giuste, riordinare i pensieri per raccontare, cercare quelli più adatti, quelli che possano spiegare,… che possano spiegare… questa è la difficoltà. Sono però motivato, perciò per cercare di far capire cosa è accaduto, per mettere nero su bianco quasi tutto, scelgo questa inusuale modalità… Orazio contro Orazio.

Eilàh Orazio, come và tuto ben? Non c’è male vecio, sono un po’ stanco ma non va male, ultimamente mi fa male una spalla ma non so se dipenda dagli allenamenti o dal lavoro. El lavoro? Quando xe che ti moi? Se continua così farò le ultime dichiarazioni già dentro la cassa…ma non è solo questo, ho fatto un periodo tremendo, sono un po’ di mesi che anche in palestra ci diamo dentro, dentro parecchio eh; sai che sono riuscito a superare l’esame per la cintura nera?

Ah no, no savevo! Ma jera el momento giusto par farla? Dai, dovresti conoscermi ormai cavolo! E’ sempre il momento giusto e non lo è mai! Sai come la penso, passato il treno mica ne ripassa uno uguale, o le fai o non le fai le cose…

E va ben, xè un difetto… ma tanto ti xe pien de difetti uno più uno manco… Appunto! Guarda, a ripensarci non c’era quasi nulla che per logica, per salute e per i casini vari che avevo, poneva l’ago al “si fallo” e infatti l’ho fatto, però vecio mio, che soddisfazione ! Non puoi immaginare!

Soddisfasion… te manca un bojo… dai conta, com’è andata? Per cominciare gli esami si sono fatti a Pesaro, bello, un posto proprio bello, in riva al mare e anzi, stavolta abbiamo prenotato in un campeggio, una di quelle case viaggianti, tipo zingari, sai no? Quindi abbiamo potuto godere anche della spiaggia, stare sempre in costume, mangiare e far colazione nel bar del campeggio guardando il mare, fantastico, da rifare anche la prossima volta! Ma insomma, siamo andati in macchina fino a Pesaro, partendo il giorno dell’esame e …

Si Orassio, va ben, ma contame come ti xè rivà all’esame, ti ga ditto che xe stà un periodo duro… dai parti dal principio; Si, hai ragione. Ti ho mai parlato del nostro Maestro? Beh, userò un eufemismo, è inflessibile… nella realtà è un Maestro che ti tira fuori il midollo dalla colonna vertebrale con una cannuccia e poi ti dice che hai ancora il 20% da dare… sono stati mesi duri di allenamento, ci sono stati momenti in cui ho pensato che la fatica avrebbe avuto il sopravvento che sarei caduto per non rialzarmi, a volte mi mancava l’ossigeno e la lucidità, ho scoperto i miei limiti fisici e mentali, a volte la paura, di farmi lanciare senza sapere come sarei arrivato dall’altra parte, ha vinto la battaglia, però vecio mio, la guerra

l’ho vinta io!

Eh già, adesso mi lancio e mi diverto pure , riesco ad affrontare i limiti che non riuscivo a superare e lo sai vero che più si và avanti con l’età, più difficile è, no? Perchè hai più cose da perdere, pensieri, soprattutto la salute!

Scoltame mi, te xe mato! Aspetta che ti racconto bene, insomma ci siamo allenati per mesi io e il mio compagno, per arrivare il più possibile preparati al primo pre-esame, ti assicuro che per me è quello il vero esame, quello col mio Maestro, eciò significa allenamenti estenuanti, di ore, per almeno tre volte alla settimana, significa arrivare a casa a volte pieno di ematomi, altre dolorante per via di quelle proiezioni che prima di riuscire chiedono ed ottengono “cadute rovinose”, “schienate fotoniche”, “schianti da far buchi sul pavimento” e avanti col Cristo… pensa che a volte mi sedevo per terra perchè le gambe nemmeno mi tenevano più in piedi, oppure a volte avevo l’impressione di non riuscire a tirare dentro ossigeno sufficiente per rimanere in vita, ma nonostante tutto sono sempre riuscito a rimanere in corsa.

Scusa, e questo ti sembra normale? Magari ti paghi anca !?! Certo!!! Ascolta bene, ho cercato di capire, di darmi una motivazione per tutto questo e oggi mi sento di essere riuscito a portare a compimento un percorso che è stato anche personale, a prescindere da cosa chiede la disciplina che pratico, più semplicemente, è stata una scelta, anche di cercare i miei limiti, cercare di capire cosa ancora posso fare se mi ci metto seriamente, “volendo fare” , “lavorandoci“ e lavorandoci… e in fondo scusa eh, ma cos’ha questo di diverso da quello che facciamo ogni giorno nella nostra vita? E’ tutta una questione di scelta, poi sai, bisogna anche saper accettare il risultato e non sempre può essere positivo, ma non è questo il concetto, il principio, vale quanto fai, il perchè lo fai, il resto, credimi, sono sciocchezze.

Ti va sul difissie , spiega meglio, non ti seguo bene… Come posso dirti… nell’arte marziale, come nella vita, nei rapporti con gli altri, con i tuoi famigliari etc. è più facile che le cose funzionino se ti dai da fare perchè funzionino, no? Bene, allora se io mi do un motivo valido per fare qualcosa di impegnativo o difficile durante quel percorso superare le difficoltà sarà più facile e anche arrivare al risultato. E’ ovvio che quel risultato non posso darlo per scontato bisogna imparare dalle proprie sconfitte no? Ibruce Lee diceva “sii come l’acqua” e aveva ragione, l’acqua trova sempre il modo di superare gli ostacoli, nulla la ferma…

Insomma dici che se mi impegno potrei farcela anch’io! Non lo so, dovresti provarci… Il percorso certamente avrà delle difficoltà da superare, grandi o piccole ma se l’atteggiamento sarà lo stesso sempre cioè quello di arrivare all’obiettivo che ritengo valido, potresti avere delle belle sorprese! Nel mio caso non ho scelto la via più facile, non sono così lo sai, ho ottenuto un risultato con il lavoro ed il

sacrificio, ma non ho mai dato per scontato nulla, non sarebbe nemmeno bello.

Quindi ti disi che, a disciplina è una, cambia solo il campo de aplicasion? Esatto, dico proprio questo, è il tuo atteggiamento verso le cose della vita, famiglia, lavoro non fa differenza, ciò che cambia tutte le cose è il tuo l’atteggiamento verso queste.

Fasso fadiga a seguirte… ma e ora, l’esame cossa centra co tutto questo? Eh, bella domanda; l’esame l’ho fatto un po’ per me per me, perchè volevo confrontarmi e darmi un giudizio, un po’ per il mio Maestro, che ha tenuto sempre la barra dritta della barca ed al quale devo riconoscere tra le altre cose che l’essere stato inflessibile mi ha consentito di vincere questa guerra; ce né anche per il mio compagno perchè una parte dell’esame è stata anche sua; l’ho fatto un po’ per chi mi ha dato un aiuto e questo risultato è stato ottenuto anche per meriti suoi; l’ho fatto anche per chi mi ha visto faticare perchè penso che l’esempio sia l’unica cosa importante, in assoluto, insomma ci sono molte parti in gioco, molti buoni motivi da considerare, ma in fondo vecio mio … è il percorso ad avere importanza, quella vera, è la strada che hai percorso e come l’hai fatta a fare la differenza, quella vera, è cosa ho penato e quanto sono stato contento dei piccoli risultati guadagnati, che mi dà soddisfazione, quella vera! L’ avere stima di se stessi, e/o giudicarsi anche per l’impegno messo sul banco, non ha poca importanza, è un po’ fare i conti con la propria coscienza, inoltre lo sappiamo tutti e due che nella vita c’è un esame al giorno no? Se lo devi fare tanto vale impegnarsi!

Seeeeeee… secondo ti dovaria esser come l’acqua? No, no direi di no, lascia a me questa parte, tu ordina gli spritz che sei più pratico…

per chiudere vecio mio, “ma a me chi m’ammazza? Sono del 64′ … l’anno del Drago” ! ! !

 

Orazio Possamai

Cintura Nera

Tinh Vo Mon – Treviso

 

 

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1 Comment

  1. … Orazio … ogni tanto mi accorgo che mi osservi .. tu sei del ’64 io del ’68, poca roba di differenza passati i 50 … è che … io inizio ORA! Mi verrebbe da ridere (o piangere?) … ma c’è qualcosa di positivo e misterioso che mi trasmetti … fatto sta che più fatico, più le mie articolazioni e i mei muscoli mi rinfacciano l’insolenza perpetrata nei loro confronti … più mi sento motivato …

    E quindi … “vedèmo còssa nasse da ‘sta sòca” …

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