Gare Nazionali – Ostia 2019 – by Gio

Posted By Carlo Vian on Feb 28, 2019 | 1 comment


E’ 00.16. E’ stata una giornata impegnativa eppure non riesco a chiudere occhio.

Prima di addormentarmi mi piacerebbe raccontarvi cos’è successo questo week end.

Il Maestro, Alessio, Gloria, Orazio ed io siamo partiti la notte tra venerdì e sabato: destinazione Ostia. Insieme a noi c’erano anche i ragazzi della palestra di Istrana con i loro maestri, Pino e Marica, alcuni atleti di Montebelluna, Padova e Selvazzano. La 40esima gara nazionale di Viet Vo Dao ci stava aspettando.

Partenza ore 3. Tra numerosi pit stop e sonnellini, verso le 12 siamo arrivati al Polo Natatorio dove abbiamo alloggiato. Eravamo distrutti (neanche l’avessimo fatta a piedi), ma la voglia di passare un pomeriggio diverso e in compagnia ci ha spinto ad assumere le vesti di turisti. Siamo così andati alla scoperta di Roma.

Nel frattempo le cinture nere erano già nel quadrato di gara, pronte per competere.

Tra selfie, risate, corse in metropolitana e tanto, ma tanto vento, la gita era terminata ed era arrivato il momento di prepararsi per la cena di gala insieme agli altri maestri e allievi provenienti dal Piemonte, dalla Lombardia e dalla regione ospitante.

Domenica, ore 6.30. Suona la sveglia (mamma mia Glo, cambia suoneria!). Il giorno tanto atteso era arrivato. Ora toccava a noi.

Dopo essere arrivati al palazzetto e aver effettuato il controllo peso per il combattimento, categoria per categoria i pulcini, i cadetti e gli juniores hanno iniziato a gareggiare nei quyen. Subito dopo aver annunciato gli over 40 è toccato ai seniores, tra cui la Gloria e me. Dopo aver salutato la giuria e aver esaminato un po’ le nostre sfidanti, una ad una siamo state chiamate per eseguire la nostra forma. Il cuore era a mille, l’ansia, l’agitazione e la paura di sbagliare hanno ostacolato un po’ la lucidità e la concentrazione, permettendo così di tralasciare alcuni dettagli che avrebbero reso la performance leggermente più competitiva, tecnica, pulita e vincente.

Al termine della prima frazione del torneo, il nostro medagliere contava già un primo posto conquistato da Orazio e un mio terzo posto.

Neanche il tempo di recuperare un po’ di fiato che già era pronto il tatami per ospitare ragazzi e ragazze muniti di caschetto, paradenti e guantoni. Era giunto il momento più adrenalinico della giornata, ma anche il più temuto, almeno per me. Il combattimento è un ramo del Viet Vo Dao con il quale, momentaneamente, non vado molto d’accordo poiché mi risulta difficile eseguire alcune combinazioni, tenere il ritmo, andare a segno e controllare il mio stato d’animo durante un incontro. Ma per fortuna ho avuto tutto il sostegno, l’incoraggiamento e la fiducia da parte del mio Maestro, i miei compagni e la fantastica ed energetica presenza dei genitori degli allievi di Pino e della Marica.

In categoria ero insieme ad altre due ragazze del Veneto e una del Lazio, la quale però si è ritirata.

Nei minuti prima di iniziare, le mie emozioni erano decisamente contrastanti. Da una parte ero stanca di aspettare il mio turno, volevo combattere, volevo mettere in pratica alcune tecniche provate in allenamento, volevo dimostrare di avere le capacità di mettere in difficoltà l’avversario. Dall’altra però non mi sentivo minimamente pronta, le gambe mi tremavano e l’idea di dovermi sfidare contro la Melissa, che più di una volta mi ha fatto assaggiare i suoi guantoni, diminuiva le mie convinzioni, il mio coraggio e le possibilità di far bene. Ma sapevo di non essere abbandonata a me stessa. Il Maestro ha trovato le parole giuste che mi hanno permesso di focalizzare solo ed unicamente l’obiettivo, che per me era appunto quello di disputare un buon match.

Ed eccoci qua, una di fronte all’altra ad aspettare il segnale dell’arbitro per iniziare.

Saluto, posizione, Tao!

Per la prima volta, durante i 2 minuti non ho pensato a niente, la mia mente era libera. L’unica cosa che dovevo fare era trovare gli spazi e i tempi giusti per colpire. Un ruolo fondamentale è stato quello della Gloria perché c’era lei dietro di me che non ha smesso un secondo di incitarmi, consigliarmi, urlarmi di tenere la guardia alta e muovermi. A volte ci sono riuscita, ma la Melissa non mi ha reso la vita facile; fatto sta che è stato un incontro pulito, corretto ed entusiasmante che è terminato con un abbraccio di stima reciproca e le due parole magiche: “Vince rosso!”. Avevo passato il turno e dovevo vedermela contro l’altra ragazza del Veneto.

 

Ancora 120 secondi. Sono durati un’eternità. La sfida è stata totalmente differente rispetto a quella prima. L’arbitro è dovuto intervenire più di una volta a causa di colpi non controllati e varie irregolarità. Stavo esaurendo le ultime fonti di energia, ho passato la maggior parte del tempo a coprirmi e a subire i suoi attacchi. Poi tutt’un tratto ho reagito. La Glo ha continuato ad elencarmi le tecniche che potevano andare a segno e l’ho seguita il più possibile. Sono riuscita ad anticiparla con un calcio frontale, a deviare il jeb e colpire con il diretto destro e, infine, ad evitare un suo low kick e a ribattere con un circolare all’altezza dello stomaco. Al gong è calato il silenzio. Dagli spalti non si sentiva una mosca volare. Il battito del mio cuore poteva essere percepito anche senza stetoscopio. Non avevo la minima idea del risultato e aspettavo con ansia e curiosità il colore delle quattro bandierine dei giudici. La prima, bianca; la seconda, rossa; la terza, bianca; la quarta…bianca anche quella!

Sono scoppiata in lacrime, non potevo crederci. Ho guardato più volte la Gloria per capire se tutto ciò era vero e subito dopo sono corsa ad abbracciarla. Poi sono arrivati tutti gli altri, la Marica, Alessio, la Caterina, Pino e infine il Maestro. Il calore che mi ha avvolto in quel momento, gli sguardi e i sorrisi di tutte le persone che erano vicino a me, che stavano gioendo per il mio risultato, come se avessimo combattuto insieme. E’ per queste cose che la partecipazione a questa gara non rappresenta solo un’esperienza, ma una vera e propria favola. Il primo posto nella categoria Dau Tu Do Seniores femminile 60-65 kg è stato il più dolce dei finali.

Ma prima di concludere il mio racconto, prima di accantonare questo lieto fine nei ricordi indimenticabili, è giusto che io dedichi un po’ di spazio alla mia compagna di allenamenti, che non mi ha lasciato un istante, che trova sempre il modo di spronarmi e di sostenermi, che mi fa riflettere. Ad Alessio, che se non mi avesse detto certe parole prima di iniziare il combattimento, probabilmente quest’ultimo avrebbe preso una piega diversa.

A Pino e alla Marica che mi hanno trattato come una delle loro allieve e, infine, al mio Maestro che mi ha trasmesso la grinta e il coraggio con un semplice sguardo.

Al di là delle medaglie, la vittoria più importante bisogna vederla dalla prospettiva sociale dell’evento.

Si sono consolidati dei legami esistenti e ne sono nati di nuovi. E’ emersa la profonda passione che tutti noi proviamo nei confronti del VVD. Sono stati due giorni di condivisione, di risate, di emozioni forti, di momenti e di insegnamenti che arricchiscono il nostro bagaglio marziale. E anche se non si è riusciti a dimostrare tutte le proprie capacità o per l’ennesima volta non si è avuta l’opportunità di confrontarsi con altri atleti, non bisogna abbattersi. Ci sarà sempre dietro l’angolo un’altra possibilità per spaccare, o dovrei dire “arare” (giusto Villanova?).

 

Giorgia Graziano

4° Do Tinh Vo Mon Treviso

 

 

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1 Comment

  1. Nella vita siamo chiamati a confrontarci con nuovi ostacoli e obbiettivi da raggiungere.
    Il mio invito e quello di non sottovalutare mai quello che possiamo fare per arrivare alla meta.
    Crederci sempre e lottare abbandonare e lasciare libera la mente…. Potere e controllo… perdi uno di questi e non avrai l’altro.. Orgoglioso del vostro risultato.

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