L’esame di Cintura Nera (Alessandro 26 aprile 2003)

Posted By Carlo Vian on Apr 24, 2017 | 0 comments


Ci siamo… per me e i miei compagni d’allenamento è giunto il tanto sognato momento di diventare Cintura Nera.

 

Mi guardo indietro e ripenso a quando ho iniziato a praticare il Viet Vo Dao… sono sempre stato appassionato di Arti Marziali e mi sono avvicinato alla Arte Marziale vietnamita grazie all’amico Arturo, che, già praticante a Padova, mi ha indicato il centro “Tinh Vo Mon” come quello che faceva per me.

 

Sono andato in palestra, ho parlato col Maestro Maurizio “Bao Minh” Foschi, ho assistito ad un allenamento, ho provato, me ne sono innamorato ed ho dato inizio alla mia avventura.

All’inizio gli allievi più anziani mi sembravano degli extraterrestri e mi chiedevo se mai fossi riuscito a raggiungere tale livello tecnico; poi ho capito che, al di là della predisposizione personale alla Arte Marziale, ci vogliono passione, impegno, tenacia, costanza, pazienza e umiltà, un mix di caratteristiche necessarie per praticare con successo e poter capire la vera essenza dell’Arte Marziale, che per questo è anche considerata Arte di Vita.

 

Fin qui il cammino è stato duro, ma ricco di soddisfazioni, perché tutto ciò che ottieni è solo grazie a te stesso; è l’allievo che deve superare tutte le prove e le difficoltà che incontra e niente viene regalato, tutto deve essere guadagnato, superando esami, affrontando sfide nelle gare e partecipando ad esibizioni in pubblico, tutti appuntamenti questi che fanno crescere l’allievo sia dal punto di vista tecnico che psico-caratteriale.

Nel nostro Centro è molto sentita l’unione tra gli allievi, anche di grado diverso, che è molto d’aiuto per sostenersi a vicenda e darsi fiducia e coraggio quando c’è una qualche difficoltà da dover superare, e questo è sempre stato apprezzato in noi ed ha effettivamente aiutato al raggiungimento di ottimi risultati.

 

Ci siamo! dunque, il giorno dell’esame… io, Rosanna, Roberta e Stefania… tensione, concentrazione, sostegno reciproco, si respira un clima da giorno della verità e via! l’esame comincia!

 

Prima prova, la teoria: uno scritto e due orali su tutto il programma fin qui studiato: storia del Viet Vo Dao, ovvero del Vietnam, la sua filosofia, che trae origine dal Taoismo (leggi dell’universo e Bat Quai) e concetti su cui si basa la medicina tradizionale orientale (agopuntura, shiatsu, ecc.), quali la Legge dei 5 Elementi, i meridiani, l’energia interna e la respirazione.

 

Tutto ciò non deve essere visto come un’imposizione, ovvero non vi devi aderire, bensì viene studiato per capire l’origine e lo spirito del Viet Vo Dao, che non è uno sport da combattimento, ma un’antica Arte Marziale tradizionale, legata quindi alla cultura di un intero popolo.

 

E veniamo alla prova pratica: si comincia a rompere il ghiaccio con l’esecuzione delle tecniche fondamentali e delle tecniche di combattimento (Chien Luoc), per poi passare all’esecuzione di un quyen (Thap Tu Quyen) e due combattimenti tradizionali simulati di cui uno a mani nude (Song Luyen Mot) e uno che prevede tecniche di difesa da coltello (Song Luyen Dao).

 

Rimangono infine combattimento libero, dove due allievi si affrontano senza protezioni, applicando tecniche light, ovvero senza l’affondo dei colpi e infine le rotture: si tratta di una sorta di prova del nove: l’allievo deve rompere con calcio o pugno o gomito delle tavolette di legno (abete) dello spessore di 2 cm (donne) o 2,5 cm (uomini); solo con un colpo tecnicamente corretto le tavolette si romperanno…

 

Ed è finito! L’esame è andato bene, tutte le prove superate ed il tutto sarà ufficializzato e festeggiato il giorno seguente: ogni anno, in questo periodo, si festeggia l’imperatore Hung Vuong I°, considerato il fondatore del Vietnam e creatore del Viet Vo Dao (2879 a.C.), con una cerimonia presieduta dai Maestri vietnamiti Nguyen Van Viet, Bao Lan e Nguyen Thien Chin; in questo contesto si è svolto il giuramento delle neo-Cinture Nere, preceduto da gare di Quyen a squadre e di Song Luyen (combattimento tradizionale simulato) in onore dell’imperatore fondatore ed infine, per allietare il numeroso pubblico, è stata organizzata una esibizione, dove ogni scuola ha mostrato il meglio di sé.

 

E’ finita, il weekend si è concluso con la realizzazione di un sogno, ma arrivato qui, ogni praticante che abbia compreso l’essenza dell’Arte Marziale, capisce che la Cintura Nera non è un traguardo, bensì un punto di partenza da cui iniziare ad imparare tecniche superiori, ma soprattutto a capirne la vera essenza, rivestendo l’importante e delicato ruolo di esempio coerente per gli allievi più giovani, e di carismatici trainatori di una così affascinante, pura ed appassionante Arte Marziale qual’è il Viet Vo Dao.

 

 

C.N. Alessandro Gaddoni

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