Tinh Võ – Origini del nostro nome

Posted By Carlo Vian on Gen 18, 2016 | 0 comments


Pubblicata dall’associazione degli amatori delle arti marziali tradizionali vietnamite.

 

Il centro Tinh Võ è stato fondato nel 1922 con il nome “scuola ginnica Tinh Võ del Viet nam” dall’associazione Tinh Võ di Shanghai; ne fanno parte Chiêu Tráng Chí  (presidente), Lý Nghị Hoàn (vicepresidente), Diệp Bá Hành (commissario politico), Tào Diên Sương (vice commissario politico)… comprende 85 membri, con la sede in “Thất phủ Thiên Hậu cung” n.114 via Mai son, Distretto 5. E’ stato ribattezzato in seguito nel 1955 “Hội Thể thao Tinh Võ”, oggi è il “Trung tâm TDTT Q5, CLB Tinh Võ”, ossia: centro sportivo del distretto 5, club Tinh Võ (756 Via Nguyễn Trãi, Distretto 5, Ho Chi Minh city).

 

L’associazione Tinh Võ di Shanghai invia quattro maestri : Triệu Chấn Quần, Nhan Quế Chi, Bạch Liên Trân e Vương Phượng Cang a insegnare le arti marziali, sviluppando in seguito  anche ping pong, pallacanestro, pallavolo, scacchi… Nel 1945, la scuola ginnica Tinh Võ del Viet nam cambia il suo nome in “Hội Thể dục Tinh Võ Việt Nam “ , ossia Associazione sportiva Tinh Võ con insegnamento diretto del maestro Tạ Lâm Tường. Dopo la sua scomparsa, Tạ Lâm Tường viene sostituito dal M° Lệ Nhật Lâm. Nel 1952 il Maestro Triệu Trúc Khê viene invitato dal comitato esecutivo a insegnare Thái Cực Đường Lang (Tai Chi Tang Lang) fino al 1968. Un anno dopo, il Thái Cực Đường Lang comincia ad apparire sul ring del Tinh Võ, gareggiando con  altri centri di arti marziali : Long Hổ Hội, La Khôn, Nguyễn Hớn Minh, Hồng Nghĩa, Xuân Bình…

 

Prima del 1975, le arti marziali tradizionali (stili liberi – combattimento libero) a Sài Gòn – Chợ Lớn c’erano circa 15 stili appartenenti al dipartimento delle arti marziali del Việt Nam. I ring di allora avevano due tipi di competizioni : il combattimento libero (con l’uso di gomiti, ginocchia, pugni, calci, compresi i calci bassi) e la boxe, con gli atleti divisi in quattro categorie : categoria zanzare (combattente al primo combattimento); categoria mosca (combattente con all’attivo 3 – 5 combattimenti); categoria gallo (con tanti combattimenti alle spalle e con vittorie) e categoria piuma (molto rara) riservata alle sfide tra i pochi maestri con lo scopo di raccogliere un fondo per aiutare i poveri e malati.

 

Nel combattimento libero, l’atleta porta il “guantone sei”; nella boxe l’atleta porta il  “guantone nove”. I combattenti maschi sono a torso nudo e indossano pantaloncini e conchiglia. La massima differenza di peso permessa tra i due combattenti è 3 kg. Ogni sera il ring Tinh Võ aveva circa 5 combattimenti ; per non essere noioso, tra i 3 combattimenti liberi si intercalavano due incontri di boxe. Ogni combattimento aveva 3 round (3 minuti ogni round),  tra i round 1 minuto di riposo. Il biglietto costava 200 dong,  il vincitore riceveva dagli organizzatori 1800 dong, lo “sconfitto” veniva  consolato con 800 dong. Prima dell’incontro i due combattenti firmavano una liberatoria dove si esoneravano gli organizzatori da ogni responsabilità. In parole povere “se perdi la vita, la responsabilità è solo tua” ! Il ring Tinh Võ era il luogo dove venivano onorati “i pugni senza tempo” , cioè i campioni delle arti marziali del sud del Vietnam (1925 – 1975): Nguyễn Văn Phát (Kid Dempsey), sư Muôn, Đông Phương Sóc, Kim Sang, Văn Thọ, Minh Cảnh, Minh Thành, Minh Sang, Huỳnh Tiền, Trần Xil, Xuân Bình, Nguyễn Nhiều, Lê Đại Hoan, Mai Thái Hòa, Nguyễn Son, Từ Thanh Nghĩa, Trần Mạnh Hiền, Kê Hoàng Hổ, Lý Huỳnh Cường, Xuân Hùng, La Khôn, Nguyễn Hớn Minh, Mã Thành Long, Trần Minh…

 

GLI INCONTRI “OSCURI” SUL RING TINH VO

Anche qui sono avvenuti degli incontri “truccati”, ad esempio se oggi il combattente della scuola A sconfigge  un combattente della scuola B, succede che la settimana successiva il risultato venga ribaltato; entrambi i combattenti ricevono il compenso della vincita senza far rimettere il nome della propria scuola,  perché “perdi e vinci” corrisponde a pareggiare ! In tanti incontri i combattenti sferrano dei colpi leggerissimi, girando intorno al ring e aspettando la fine dell’incontro per prendere il compenso! Se l’arbitro se ne accorge, l’incontro viene subito fermato. L’incontro N.H.M contro M.C (anno 1970) nel ring Tinh Võ venne scoperto dall’arbitro Minh Sang quando sentì il combattente N.H.M rimproverare l’altro: “Perché oggi colpisci così forte ?” La stampa fece scoppiare il caso, affossando la fama del combattente N.H.M

Il Maestro Từ Thiện racconta : “In un combattimento libero maschile, c’è un atleta che ha usato il… morso! Nel 1970 l’atleta T.Q.C ha usato “il morso del cane” ed è stato penalizzato dall’arbitro. C’è il caso di un combattente che ha approfittato della spinta delle corde del ring per lanciarsi all’attacco dell’avversario; questo  comportamento viola il regolamento.

Un altro tipo di scorrettezza : attaccare l’avversario appena l’arbitro ha dato il via. Nel combattimento del Thiếu Lâm c’è la regola del “bái Tổ” (saluto): prima del combattimento, il “bái Tổ” viene espletato dopo il via dell’arbitro. C’è il caso dell’atleta che velocizza il suo saluto per attaccare e cogliere di sorpresa l’avversario ancora in posizione di “bái Tổ”.

Peggiori ancora sono gli incontri “truccati”. Un atleta viene pagato dall’avversario, sale su ring come “bersaglio” per essere preso a pugni e calci  e se contrattacca (per non essere scoperto) l’atleta “venduto” fa finta di non riuscire a colpire o colpisce molto leggermente, in modo da far vincere la parte “pagante” ! Questo è il caso dell’atleta L.K contro l’atleta del Mã Thành Long o l’atleta N.G contro l’atleta N.H.M… In particolare, un certo numero di maestri “vendono” i primi 2 round; dal terzo round in poi si combatte realmente.

“Se vai di notte incontri prima o poi incontri un fantasma”, dice un proverbio vietnamita: a volte negli incontri “truccati” succede il patatrac. L’atleta Long Mouse della scuola Long Hổ Hội, in un attacco ha colpito accidentalmente con il gomito il sopracciglio dell’atleta K.,versando copiosamente il suo sangue; L’atleta Phạm Công Thành e l’atleta A. Mách, “dimenticando l’accordo” , ha messo al tappeto con un calcio Bàng long cước l’atleta H.C., autonominatosi campione internazionale! Gli incidenti non intenzionali rompono gli accordi tra i due atleti; ovviamente il “violatore” ha “rotto la propria pentola di riso”! Per fortuna i casi sopracitati  non sono comuni tra tutti i campioni delle arti marziali di Sài Gòn – Chợ Lớn. Quello delle arti marziali è un campo dallo spirito cavalleresco: la vittoria è gloria, la sconfitta non è umiliante. Proprio per questo, gli incontri torbidi difficilmente sopravvivono nell’ambito delle arti marziali vietnamite, impregnato del concetto “eroe nobile”.

 

(nella foto l’Atleta Kê Hoàng Hổ (a dx scuola Thiếu Lâm Nội quyền Kim Kê) sferra il calcio Bàng long cưoc)

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