1° Trofeo Than Dong

Posted By admin on Giu 19, 2013 | 0 comments


Domenica 15 marzo a Treviso, si è tenuto il 1° trofeo Than Dong, il piccolo genio, una competizione interamente dedicata ai bambini del Viet Vo Dao…

La giornata è stata organizzata, con grande sforzo sia economico che fisico, dal Maestro Foschi Maurizio che, con la collaborazione di alcuni suoi allievi e con l’aiuto dei nostri compagni di Montebelluna, ha messo in piedi quello che si è dimostrato essere un gran successo.
Ma andiamo con ordine.
Come in ogni manifestazione che si rispetti chi tra noi era preposto a preparare il palazzetto, si è svegliato alla solita improponibile ora, le sei e mezzo del mattino.
La sensazione della sveglia che suona la domenica a questi orari, è la stessa di quando, insonnoliti, ci si alza la notte per andare in bagno e si sbatte il mignolo del piede sullo spigolo del comodino, non so se ho reso l’idea.
Comunque, imperterriti, ci siamo ritrovati verso le sette e mezza per montare l’attrezzatura, gentilmente messa a disposizione dalla ditta Codex, per dar vita ai giochi che il nostro Maestro e la Michela, cintura nera della palestra di Montebelluna, hanno ideato nei mesi precedenti.
Abbiamo consumato rotoli interi di scotch nel disegnare i vari percorsi che i bambini avrebbero dovuto usare durante quella giornata, e non sarebbe questo il problema se, a dirigere i lavori, non ci fosse stato il nostro amico nonchè 2° dang (quasi 3°) Piovesan Denis.
Diciamo pure che l’elasticità non è proprio il suo forte, è un tantinello pignolo, ha preso le misure dai vari campi di gioco con la cordella metrica! Mancava solo che mettesse in bolla anche gli ostacoli del percorso.
Finito di sistemare tutto, sono cominciati ad arrivare i genitori con i bambini al seguito.
A questa manifestazione erano presenti, naturalmente, i praticanti del Tinh Vo Mon di Treviso e Montebelluna, delle palestre Maverick, New Atletic, Bastia e del Maestro Bao Lan di Padova e le compagini di Roncà e della palestra Nanto di Vicenza.
In pratica i partecipanti erano circa una sessantina più i vari istruttori e, in più, la graditissima presenza del direttore tecnico del Veneto e Lombardia, il Maestro Bao Lan.
Dopo il saluto e i discorsi di benvenuto, i vari responsabili hanno diviso i bambini in quattro categorie in vase all’età, scimmiette, leoncini, tigrotti e draghetti ed hanno cominciato a farli giocare.
A dire il vero i nostri piccoli amici sono partiti un pò timorosi, ma è bastato un pò di sprono da parte nostra e qualche minuto di ambientamento per togliersi di dosso quel velo di timidezza e scatenarsi nelle varie competizioni.
Abbiamo organizzato il palazzetto in sei zone, in ognuna delle quali c’era un gioco diverso e su cui facevamo ruotare tutte le categorie, di modo che ogni bambino aveva la possibilità di divertirsi con tutti i vari passatempi creati per loro.
C’era il campo in cui si svolgeva una variante del gioco del fazzoletto usando i numeri in vietnamita, in un altro c’era una specie di palla prigioniera, poi il percorso con le biglie e molti altri, tra i quali il tiro alla fune, che sarà un pò datato, ma è sempre di sicuro effetto, il tifo dei genitori, nel vedere i loro piccoli alle prese con la fune, è salito alle stelle, e anche tra gli struttori ha avuto molta presa.
Finito questo primo tempo, la giornata è stata divisa in tre tempi, c’è stata l’apoteosi.
Le cinture nere Vittorio e Francesco, si sono travestiti rispettivamente da gatto silvestro e da nonna, per dare vita al più assurdo, sconcertante e divertente Song Lien Mot che abbia mai visto.
due protagonisti sono stati veramente bravi e soprattutto, coraggiosi, ma una cosa bisogna dirla, quanto poteva essere brutto Francesco vestito da donna?

Nella speranza che questa visione non abbia turbato i sonni dei nostri piccoli amici, siamo passati alla seconda parte del programma che prevedeva una sfida a coppie su un percorso, predisposto a tempo di record da noi allievi, in cui velocità ed agilità erano le doti che più di altre venivano messe alla prova.
Si partiva con una caduta, dopodichè si dovevano colpire tre bersagli con altrettanti calci laterali, poi via a fare lo slalom tra i paletti, per passare poi ai salti a piedi uniti nei cerchi, due pugni e due calci a una palla appesa a mezza altezza e giù al passo del leopardo in un tunnel ed infine il traguardo.
Insomma, non era affatto facile, ma bisogna dire che sono stati tutti bravi, hanno partecipato con entusiasmo e sportività, mettendocela tutta, come nella migliore tradizione del Viet Vo Dao.
In una giornata come questa, non ci possono essere ultimi posti, infatti sono stati premiati tutti, o con il primo o con il secondo posto, come è giusto che sia, in fondo questo evento è nato come una festa per tutti i bambini della grande famiglia Viet Vo Dao e con questo spirito si è deciso, appunto, di consegnare una medaglia a tutti.
L’ultima parte è stata dedicata all’assegnazione del trofeo che da il nome a questo avvenimento.
Costruito dal nostro amico e 1° Dang Giuseppe e dal suo socio, questo è costituito da una struttura di legno bianco a forma di fiamma con al centro lo stemma della manifestazione.
I partecipanti a questo trofeo sono state tutte le palestre che, selezionato un bambino per ogni categoria, hanno formato una loro squadra che, a mò di staffetta, doveva coprire il percorso precedentemente descritto nel minor tempo possibile.
Purtroppo i nostri ragazzi sono usciti alla prima eliminatoria, ma, come si dice, l’importante è partecipare.
Alla fine ha avuto la meglio la compagine della palestra Maverick di Selvazzano, del Maestro Ravarro che, da regolamento, dovrà tenere il trofeo fino all’anno prossimo quando verrà rimesso in palio.
Dico questo perchè, visto il successo dell’iniziativa, questa giornata sarà la prima di un appuntamento fisso che ogni anno vedrà i bambini come assoluti protagonisti, appunto la giornata del bambino rientrerà a pieno titolo nel calendario degli eventi del Viet Vo Dao.
Al termine ci sono stati i saluti e i ringraziamenti di rito e la consegna del trofeo alla squadra vincitrice.
Devo dire che sentendo i commenti dei genitori e guardando gli occhi dei bambini, questa giornata è stata davvero un successo, si sono divertiti tutti, i nostri piccoli amici in primis, ed è questo quello che conta, perchè i nostri sforzi sono stati tutti indirizzati a fare in modo che questo avvenimento rimanesse indelebilmente impresso nella loro memoria.
Per questo bisogna ringraziare l’impegno del nostro Maestro Foschi e a quelli di noi che gli hanno dato una mano che, a dire il vero, una volta tornati a casa, siamo implacabilmente crollati sul divano, anche se vedere tutti quei ragazzini in kimono felici di giocare insieme e di far parte, come noi, di questo mondo, è una cosa che riempie il cuore, e visto che come al solito “NOI C’ERAVAMO”, possiamo con gioia testimoniarlo.
Paolo Corticelli

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