Marina di Massa, 2008 Stage

Posted By admin on Giu 19, 2013 | 0 comments


Come ogni anno la carovana del Viet Vo Dao si è spostata in massa per il consueto stage estivo, organizzato quest’anno, dalla associazione Liguria-Valle d’Aosta.

La cronaca di questo intenso fine settimana, merita di essere divisa in due parti: la prima dedicata all’allenamento e la seconda all’organizzaqzione, poi capirete il perchè.Per quanto riguarda la prima si può dire, almeno per quanto mi riguarda, che è stata più che interessante e anche piuttosto originale.
Si è partiti sabato con tre ore di lavoro sulla spiaggia, cosa per me nuova, che ci hanno visto impegnati con tecniche di combattimento sottol aguida del Maestro Ravarro della Maestra Nga. Con loro abbiamo curato in modo particolare gli spostamenti laterali e le schivate con i conseguenti contro attacchi, battendo il ferrosoprattutto sui movimenti d’anca, fondamentali, come sottolineato dai Maestri, per dare velocità, potenza e allungo ai colpi.
Bello è stato, inoltre, fare tutto ciò sulla sabbia, in riva al mare; l’unica cosa è stata che dopo una mezz’ora veniva voglia di tuffarsi e continuare in acqua.
Nel pomeriggio, dopo un breve intervallo per il pranzo, chiamiamolo così, siamo andati a Forte dei Marmi, in un palazzetto per la sessione pomeridiana di sudata in comune.
Vi assicuro che si stava meglio in spiaggia, il caldo era soffocante e la fatica della mattina si faceva sentire, ma come nella migliore tradizione, un Viet Vo Dao Sinh non si ritira mai, un Viet Vo Dao Sinh non si arrende mai, e quindi inperterriti abbiamo stretto i denti e siamo passati indenni dal riscaldamento degli istruttori, ognuno dei quali impegnato a farci crollare (vedi i saltelli del 2° Dang Piovesan Denis).
Come se non bastasse, la parte finale è stata diretta dal Maestro Viet, una vera e propria macchina da guerra, è stupefaciente vedere una persona di quell’età con una forma fisica che farebbe invidia a un ventenne.
Il resto del pomeriggio è passato in compagnia e sotto la supervisione dei Maestri Bao Lan, Do Long e della Maestra Nga, che ci hanno messi alla prova con tecniche che puntavano più che altro sui calci bassi.
La mattina dopo, causa mal tempo, siamo tornati nello stesso palazzetto per le ultime tre ore di fatica, il problema è stato che la sera prima molti di noi si sono esibite in forme un pò meno consuete; quello che voglio dire è che, guidati un pò dalla birra a dire il vero, siamo stati coinvolti dapprima da un vorticoso karaoke, per poi finire a ballare sulle note di uno scatenato rock’n roll anni sessanta.
Come potete bene immaginare, la mattina dopo non eravamo l’immagine della lucidità!
Comunque, senza battere ciglio e senza apparente fatica (Sì Pare Vero!), ci siamo tuffati, con il consueto entusiasmo, nelle applicazioni dei Chien Luoc con il Maestro Chin.
Questo è stato, a grandi linee, ciò che abbiamo fatto questo fine settimana; ma ora veniamo alle note meno liete.Quand
o ci è stato detto che quest’anno lo stage estivo si sarebbe tenuto a Marina di Massa, abbiamo risposto con entusiasmo, organizzandoci, molti noi, con le rispettive famiglie e ragazze, per dare modo anche a loro di passare un piacevole fine settimana al mare.
Quello che ci siamo trovati davanti, al momento del nostro arrivo, non era l’albergo in stile colonia estiva che ci era stato comunicato dagli organizzatori, ma un ECO-MOSTRO in stile colonia penale.
Provate ad immaginare un grattacielo con un ascensore che arriva solo al primo piano, altri tre piani si potevano fare con un montacarichi che provocava più sollecitazioni delle montagne russe di Gardaland, e i restanti piani si dovevano fare a piedi.
Il bello è che non c’erano gradini, c’era solo una rampa stile parcheggio multipianoche si inerpicava per tutta l’altezza della struttura.
Come se non bastasse questo allucinante corridoio non era neanche illuminato, sembrava di essere in un film horror; c’è chi giura di aver visto un bambino in triciclo inseguito da Jack Nicholson con gli occhi da matto e un’accetta in mano.
La chicca di questo magnifico posto, che per comodità chiameremo Hotel “SHINING”, erano le stanze; erano tutte in pendenza, alcune avevano la porta che non si chiudeva, tanto è vero che qualcuno è stato costretto a prendere una corda in auto per poter assicurare la porta all’armadio per poter dormire tranquillo (vero Denis?).
C’era una stanza con un buco nella porta rattoppato da un foglio di cartone scocciato sopra, e ci siamo limitati a vederla da fuori perchè secondo me all’interno c’era ancora la sagoma della vittima fatta col gesso; in pratica sembrava di essere nel paradiso dei Serial Killer.
Ma non finisce qui!
Nel comunicato c’era la foto della piscina; è vero, c’era, solo che la stavano riempiendo la sera che siamo arrivati noi e neanche tutta.
Oltre alla fallica struttura centrale, c’erano altre palazzine attorno adibite ad alloggi. Io e la mia ragazza eravamo in una di queste, dove lo spettacolo più straordinario lo forniva il bagno. Due metri quadri di scomodità, per riuscire a farmi la doccia, dovevo lavarmi davanti, uscire dal box ed entrare in retro per lavarmi la schiena; mi toccava pure fare manovra. Senza parlare, poi, che qualcuno si è svegliato con delle strane punture di insetti, saranno stati quelli che abitano nelle coperte, in effeti bisognava andare a letto con il lanciafiamme.
A parte questo, poter essere presente a questi appuntamenti è sempre un piacere sia dal punto di vista dell’allenamento sia da quello personale e per questo il ringraziamento di rito al mio Maestro Foschi Maurizio è sempre d’obbligo, e vi assicuro più che sentito.
Anche se può sembrare strano, visto quanto scritto sopra, il classico “NOI C’ERAVAMO”, dedicato a quelli di noi che disertano regolarmente queste occasioni per poter porre un altro tassello sul loro bagaglio di esperienza, ci vuole e quindi ve lo beccate; RIFLETTETE!
Ciao e alla prossima.
Paolo Corticelli 2° Do
Tinh Vo Mon

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: